Transumanza di Natale. Da Luciella ai Pavoni

Sul tratturo Cerignola - Ponte di Bovino

Sul tratturello Cerignola – Ponte di Bovino

Essere pastori per un giorno.
Seguire l’armento dei rratelli Carrino durante la transumanza invernale, camminare insieme ricalcando le orme del gregge di pecore e dei pastori coi loro inseparabili cani. Non un semplice trekking, ma un’esperienza da vivere insieme all’associazione Lanterne e all’antica azienda agricola Carrino.
Ci avviciniamo al Natale, periodo di attese e di rinascita, tempo di ritorno al focolare, alla casa. Ogni anno si rinnova il rituale della transumanza sopravvissuto in alcuni territori della provincia di Foggia, grazie alla resilienza di poche famiglie che praticano ancora oggi questa forma di allevamento.

LA STORIA
Nel secolo scorso la famiglia Carrino, originaria di Frosolone in Molise, ha riscattato la masseria dei Pavoni, nei pressi di Borgo San Giusto, dove le pecore di famiglia venivano a svernare dopo aver percorso il tratturo ogni anno. Oggi, la tradizione si perpetua su un tracciato minore, ma non meno importante, perché è quello che congiunge la città di Foggia, sede della Dogana storica, ad uno dei Regi Tratturi principali, quello di Pescasseroli, che da millenni mette in comunicazione il Sannio con la Daunia.

PERCORSO DELLA TRANSUMANZA
La partenza è alle ore 7 da località Santa Luciella, nei pascoli 3 km a sud del Buccolo, al confine fra Puglia e Campania, dove le pecore dei Carrino trascorrono la seconda metà dell’anno. A metà strada fra Troia, Celle San Vito e Orsara, sul tratturo Foggia – Camporeale, non distante dalla “Trainera”, come i locali usano chiamare la Via Traiana, nota anche più di recente come Via Francigena o Via Sacra Longobardorum.
Il percorso si articola in due tappe di 15 km cadauna per due giorni, da fare a piedi (è possibile partecipare anche in bicicletta mountain bike, ma i ciclisti dovranno scendere in diversi tratti). E’ previsto arrivo nel pomeriggio presso la masseria dei Pirro, nel cui agriturismo a Troia cenare e pernottare (il costo per trattamento B&B + cena in doppia è di 50 euro – in singola con supplemento di 20 euro; la cena tipica non prevede grigliata di carne, che è prenotabile a parte). Il giorno seguente, sveglia alle 4 del mattino, colazione e ripartenza. Dopo una pausa pranzo a base di ‘pane condito’ o di panini con prosciutto di Faeto, è previsto in serata l’arrivo alla masseria Pavoni presso la diga di San Giusto sul Celone, tra Foggia e Lucera.
In base al numero di potenziali partecipanti, ci organizzeremo con le macchine (carpooling).

MA QUANDO?
Non abbiamo ancora scritto la data, perché dipende da una serie di variabili che non possiamo decidere: condizioni del gregge e del meteo. Quindi, potrebbe accadere da domani fino al massimo al 23 dicembre. Chi è veramente intenzionato, dunque, dovrà mettersi in contatto al più presto con l’associazione, dando la sua disponibilità, anche in linea di massima, a partire quando ci arriverà da Luciella la comunicazione che è tutto pronto: “SI PARTE!”.

COME E PERCHE’
L’associazione culturale Lanterne ha deciso quest’anno di camminare coi Carrino, perché crediamo che la transumanza non appartenga al passato, ma sia qualcosa di naturale e benefico, come la stagionalità e lo stare ai ritmi della natura. La famiglia Carrino è fra le poche famiglie rimaste a transumare fra il Tavoliere e l’Appenino, che vale la pena di sostenere anche attraverso forme di ecoturismo come questa e politiche di sviluppo locale. E’ necessario partecipare ben attrezzati con scarponcini, giacche impermeabili, vestiario a cipolla, eventualmente termos al seguito. Sui Monti Dauni non c’è ancora la neve, ma potrebbe nevicare presto.

LA CENA SOCIALE
Vogliamo far coincidere questa manifestazione con la cena di fine anno di Lanterne. Chi vorrà potrà, dunque, partecipare solo alla cena, oppure unirsi nell’ultimo tratto di cammino, durante la prima giornata di transumanza. Presto forniremo dettagli sul costo ed il menù dell’agriturismo Pirro. A chi è interessato forniremo anche una tabella di marcia di entrambi i giorni, in modo da permettere a chiunque di aggregarsi lungo il cammino affrontando anche solo singoli tratti. L’evento è riservato ai soci di Lanterne, ma è possibile iscriversi con anticipo di 24 ore pagando la quota associativa di 8 euro (3 euro tessera + 5 euro assicurazione annuale), oltre ai costi organizzativi e logistici che comunicheremo. Per informazioni ed adesioni, non esitate a scrivere a lanterneweb@gmail.com.

Associazione Culturale Lanterne
Evento su facebok: https://www.facebook.com/events/767482730012158/

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L’iter della nuova legge regionale sui Tratturi

La nuova (legge regionale 4/2014 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di demanio armentizio e beni della soppressa Opera Nazionale Combattenti”), a cui è seguita la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 18 giugno 2014, n. 1200 Art. 6 della L.R. n. 4/2013. “Indirizzi operativi per la formazione del Quadro di Assetto dei Tratturi”, definisce un iter piuttosto complesso (come definito dallo stesso assessore regionale al bilancio, Leonardo di Gioia) il cui fine ultimo è l’istituzione del Parco Regionale dei Trattuti di Puglia. In sintesi, le tappe principali sono il Quadro di Assetto, il Documento regionale di Valorizzazione, i Piani locali comunali o intercomunali di valorizzazione ed – infine – l’implementazione del Parco regionale e la sua governance.

Di seguito, un’analisi dei due testi in vigore, a cominciare dalla nuova legge.

Il Quadro di Assetto regionale ex art. 6 della LR4/2013 (QdA) riprende la distinzione operata dalla vecchia legge regionale (la 29/2003) tra:
a) tratturi che conservano l’originaria consistenza o recuperabili, da conservare e valorizzare;
b) aree tratturali idonee a soddisfare esigenze di carattere pubblico – la vecchia legge aggiungeva la frase: ” con particolare riguardo a quella di strada ordinaria”;
c) aree tratturali irrimediabilmente compromesse o edificate.

(Al termine di questa distinzione, la nuova legge chiosa al comma 2 dell’art. 6: “Le aree di cui alle lettere b) e c) della comma 1 sono quelle che hanno irreversibilmente perduto la loro originaria caratteristica di tratturo e, come tali, di beni di interesse archeologico”.)

Il QdA – si legge – “è approvato anche ai fini del piano quadro di cui al decreto del Ministero dei beni culturali e ambientali 22 dicembre 1983.”

Il QdA “recepisce ed eventualmente aggiorna” i piani comunali dei tratturi (art. 6 c. 4).

L’art. 7 definisce il procedimento di approvazione del QdA:
1) entro un anno dall’entrata in vigore della nuova legge, la Giunta regionale prende atto (cioè, tecnicamente: adotta – nelle more della approvazione) del QdA disponendone la pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP);
2) entro 60 giorni dalla pubblicazione sul BURP, “i Comuni territorialmente competenti e gli altri soggetti interessati” possono produrre osservazioni;
3) la Giunta regionale, pronunciandosi sulle osservazioni, adotta il QdA;
4) la Regione convoca una conferenza dei servizi  per acquisire i pareri delle Soprintende per i beni archeologici e per i beni architettonici e paesaggistici, ovvero i parere previsti dal Piano Paesaggistico Regionale (PPTR);
5) la Giunta regionale, previa acquisizione del parere della Commissione consiliare regionale competente in materia, approva il QdA disponendone la ripubblicazione in via definitiva sul BURP.

(Lo stesso iter è descritto dall’art. 7.1 degli indirizzi operativi di cui alla DGR 1200/2014, ma in modo meno analitico e chiaro). La tempistica dell’adozione è chiara: cioè, un anno; mentre quella dell’approvazione resta indefinita.

Il QdA aggiorna le ricognizioni dello stesso PPTR.

Una volta divenuto efficace il QdA, si dovrà procedere alla valorizzazione. L’art. 11 istituisce la “Commissione regionale di valutazione”, composta da:
a) dirigente del Servizio demanio, come presidente;
b) dirigente ufficio tratturi;
c) dirigente del servizio agricoltura regionale;
d) un funzionario dell’ufficio tratturi come segretario;
e) un funzionario dell’ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio;
f) un funzionario del Comune.

Dopo l’art. 12 che tratta il “reimpiegio dei proventi dell’alienazione”, con l’art. 13 “Valorizzazione del Parco dei tratturi di Puglia” la legge regionale ritorna sul tema dell’iter burocatrico. Il primo comma stabilisce un’indentificazione tra valorizzazione e pianificazione:

“Le funzioni amministrative connesse alla valorizzazione del demanio armentizio sono esercitate sulla base della pianificazione”.

Dunque, il problema della valorizzazione viene risolto con quello della pianificazione, i cui soggetti attuatori sono, come si è visto, la Regione ed i Comuni: “Il Documento Regionale di Valorizzazione e il Piano locale di Valorizzazione sono gli strumenti attraverso i quali sono perseguite le finalità del Parco” e hanno lo scopo di: a) salvaguardare e promuovere la fruizione; b) assicurare la promozione delle attività economiche e turistiche compatibili; c) migliorare la qualità della vita delle comunità locali.

Il Documento Regionale di Valorizzazione (DRV) è propedeutico rispetto ai i Piani Locali di Valorizzazione (PLV), definendone obiettivi, indirizzi, prescrizioni e modalità operative di predisposizione (art. 14).

Il DRV, durante la sua formazione e approvazione, assicura i principi di co-pianificazione e di pubblicità e partecipazione di tutti i cittadini anche tramite il ricorso a internet.

L’iter del DRV dovrà avere inizio entro un anno dall’approvazione (che, abbiamo visto, essere diversa dalla semplice adozione) del QdA. Seguiranno nuove conferenze dei servizi, al termine della quali il DRV viene adottato dalla Giunta regionale e pubblicato sul sito istituzionale della Regione e dei Comuni interessati, nonché, sotto forma di avviso, sul BURP in modo da permettere ai soggetti interessati di esprimere “osservazioni e proposte aggiuntive” entro 60 gg; la Giunta regionale approva, dopo aver richiesto il parere della Commissione consiliare competente, che deve esprimersi entro 30 gg su di esse – diversamente la legge prevede il silenzio-assenso.

Il PLV (denominato ‘Piano di Valorizzazione’) contiene, oltre all’individuazione puntuale delle aree e dei manufatti della transumanza, anche: gli interventi di riqualificazione, recupero e valorizzazione e i modi e le forme di utilizzazione e gestione a scopi sociali; i modi e le forme di utilizzazione a scopi sociali; l’indicazione delle attività compatibili con le finalità di conservazione e valorizzazione del Parco e delle modalità di promozione delle stesse; gli interventi di carattere educativo; la quantificazione delle risorse necessarie. I PLV sono attuati sulla base di programmi annuali o pluriannuali e con le risorse introitate localmente dall’alienazione e da eventuali risorse aggiuntive di Regione e Comuni.

Il PLV va predisposto entro sei mesi dall’approvazione del DRV, e successivamente alle conferenze dei servizi e successivamente adottato dalle Giunte comunali, che ne garantiscono la più ampia pubblicità in attesa dei 60 gg. per le osservazioni dei soggetti interessati: il Consiglio comunale si pronuncia sulle osservazioni e approva il PLV. Per i Comuni inadempienti, è previsto il commisariamento.

Oltre alla LR4/2013, l’iter amministrativo viene regolamentato anche dalla DGR 1200/2014, che intende rappresentare “l’intero ciclo di valorizzazione di tale patrimonio pubblico previsto dalla legislazione regionale in materia”, ribadendo che esso si divide in tre step fondamentali: Quadro di Assetto, Documento Regionale e Piani Locali, istituzione del Parco.

Il Comitato scientifico, – si legge nella DGR – è “costituito con successivo provvedimento di Giunta” (cioè la successiva DGR 2297/2014 pubblicata sul BURP n. 169 del 10/12/2014). Esso “è presieduto da un dirigente regionale in possesso di adeguate competenze tecnico-specialistiche in materia e composto da esperti da ricercare negli Enti pubblici/Università”, che vi partecipano a titolo gratuito:

– prof.ssa Loredana Ficarelli (membro effettivo) e, come sostituto, prof. Franco Defilippis, in rappresentanza del Politecnico di Bari;
– prof. Giovanni Cipriani (ordinario di Lingua e Letteratura Latina del Dipartimento di Studi Umanistici, nonché Prorettore e delegato rettorale alle Politiche culturali, membro effettivo) e, come sostituto, la prof.ssa Milena Sinigaglia (ordinario di Microbiologia Agraria del Dipartimento di Scienze Agrarie, nonché Prorettore vicario e delegato rettorale all’Organizzazione e risorse umane), in rappresentanza dell’Università degli Studi di Foggia;
– arch. Stefano Biscotti, Dirigente del Settore Assetto del Territorio, in rappresentanza dell’Amministrazione provinciale di Foggia;
– dott.ssa Maria Carolina Nardella (Soprintendente per i Beni Archivistivi, membro effettivo) e, come sostituto, il dott. Viviano Iazzetti (direttore dell’Archivio di Stato di Foggia) in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni Archivistici;
– l’arch. Mara Carcavallo (membro effettivo) e, come sostituto, la dott.ssa Ida Fini, entrambe funzionarie, in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici;
– dott. Luigi La Rocca (Soprintendente per i Beni Archeologici, membro effettivo) e, come sostituto, il dott. Italo Muntoni (funzionario archeologo), in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni Archeologici.

In fase di redazione del QdA si prevedono tutta una serie di azioni di animazione territoriale e consultazione (ad es.: la realizzazione di una pagina web con forum).

Attualmente, a fine 2014, la bozza del QdA risulterebbe già in stato avanzato, essendo state ultimate tutte le conferenze dei servizi coi novanta comuni pugliesi attraversati dai Tratturi Regi.

Torna la transumanza d’autunno sul tratturo del Gargano

Anche quest’anno, il 10 ottobre 2014 avrà luogo la transumanza d’autunno sul Tratturo Regio del Gargano.
ragazzi transumanza
Come ogni anno, venerdì 10 ottobre 2014 si ripete la storica Transumanza che si snoda lungo il Braccio Cervaro-Candelaro e il Tratturo Foggia-Campolato.
Antiche viabilità percorse per secoli da milioni di armenti e da migliaia di pastori provenienti dall’Abruzzo e dal Molise nelle loro periodiche trasmigrazioni estive ed autunnali.
Divenuta ormai un piacevole appuntamento autunnale per tutti coloro che vogliono vivere questa esperienza a stretto contatto con la natura, con le tradizioni e con i riti immutabili del mondo pastorale.
Prima ancora dell’alba parte la variopinta carovana di pastori, greggi e cani, decisi a ri-fare ritorno alla propria casa e al proprio ovile.
I chilometri volano via piacevolmente in compagnia di Michele, Antonio, Giuseppe e Ovidiu, immersi in una atmosfera di semplicità e di amicizia.

Località di partenza: ore 5.30 Stazione Amendola
Località di arrivo: Masseria Signoritti
Tempo di percorrenza (è possibile unirsi alla carovana anche in tappe successive, tenendo conto degli orari d’arrivo stimati per le diverse località): 6/7 ore, partendo dalla Stazione Amendola; 4/5 ore, partendo dall’incrocio strada provinciale 72, dopo il campo di Aviazione Amendola, prima del ponte sul Candelaro; 2/3 ore partendo dalla chiesa rupestre località Villaggio Santa Lucia.

PARTENZA: ore 5.30 Località Stazione Amendola
PRIMO STOP: ore 8.00 Località Ponte Candelaro (primo innesto sulla strada per Manfredonia, dopo il Campo di Aviazione Amendola).
SECONDO STOP: ore 9.15 Località Chiesa Rupestre in località Villaggio Santa Lucia
ORARIO ARRIVO: ore 12.30/13.00 Masseria Signoritti

Quest’anno la transumanza sarà dedicata ad Antonio Facenna, il giovanissimo allevatore di Carpino morto a causa dell’alluvione che ha colpito il Gargano.

Descrizione del percorso: https://itratturidellapuglia.wordpress.com/2014/09/28/transumanza-lungo-il-tratturo-foggia-campolato/

Per info e contatti: Associazione Tratturi e Transumanze – Michele Pesante (tel: 3396302156).

Transumanza lungo il tratturo Foggia-Campolato

transumanza foggia
Il Tratturo Foggia-Campolato (Km35) parte dall’Epitaffio, monumento emblema della transumanza e crocevia dei grandi Tratturi Aquila-Foggia (km 243,500), Celano-Foggia (km 207), Foggia-Ofanto (km 47,700), quattro tratturi che hanno segnato la storia, l’economia, il paesaggio della Capitanata.
Il Tratturo Foggia-Campolato costituisce un percorso di grande interesse paesaggistico,ambientale e antropologico, lungo il quale si sono svolte vicende umane riscontrabili sulle pareti delle masserie, delle chiese e dei muretti a secco.
Il percorso si snoda in linea con le descrizioni paesaggistiche già riportate nelle Locazioni di Candelaro e di Delle Cave dal compassatore Antonio Michele nel 1686.
Lungo il tracciato si incrociano vecchie taverne ormai diroccate e una chiesa rupestre abbandonata, museo a cielo aperto che raccoglie i tanti graffiti di pastori abruzzesi che all’età di 10 –12 anni riportavano sui muri la loro età, il proprio nome e cognome, i segni della loro nostalgia per la terra di origine e la loro sofferenza per i lunghi mesi trascorsi in condizioni proibitive nella Puglia Piana, lontani dagli affetti familiari.
Lungo il tratturo, l’aria della terra garganica ritempra i polmoni e gli occhi si nutrono di paesaggi incontaminati, caratterizzati da migliaia di piante di fichi d’India, dal panorama della montagna sacra di San Giovanni Rotondo e Monte S.Angelo, dallo scenario naturale del golfo di Manfredonia.
La Masseria Signoritti è il punto di arrivo dell’itinerario, ma anche di possibili percorsi che si connettono alla Via Sacra Langobardorum, all’ Abbazia di Pulsano, fino al principe degli ipogei: la grotta di San Michele a Monte Sant’ Angelo.
Anche se ritmi, i tempi e i linguaggi sono quelli segnati dalla tradizione, l’esperienza personale si rinnova ogni anno con connotati sempre diversi.
Lungo il tratturo il passo lo stabilisce l’uomo, non la macchina, e il tempo acquista una dimensione diversa.
È bello prendersi il tempo necessario per chiacchierare, per osservare, per fotografare immagini di momenti piacevoli e forse irripetibili.
Lungo i Tratturi si raggiungono luoghi altrimenti non visitabili, si vivono emozioni particolari, sensazioni nuove e ormai sopite dalla civiltà tecnologica.
Percorsi naturalistici, turistici, religiosi, spirituali di una Capitanata nascosta, di Puglia poco conosciuta.
Al riguardo, bellissimo appello del grande scrittore, di Santarcangelo di Romagna, Tonino Guerra:
“Illuminiamo la Puglia perché questa terra può dare favola, può dare musica, può dare silenzi, può dare storia, può dare memoria.
Illuminiamo la Puglia di sogno che c’era una volta e c’è ancora. A ricordarci che bisogna arrivare nei punti più segreti e selvaggi dove si ha la sensazione di trovare l’infanzia del mondo. E invece trovi te stesso.”

Michele Pesante – Associazione Tratturi e Transumanze

Concerto in ricordo di Antonio Facenna al Teatro del Fuoco

antoniofacenna-carpino-fotogiuseppedegrandis Foggia – SI terrà domenica 28 Settembre 2014, presso il Teatro del Fuoco di Foggia, l’evento musicale benefico in memoria di Antonio Facenna, il giovane allevatore morto a causa dell’alluvione che ha colpito il Gargano, che aveva anche collaborato attivamente alla Festa della Transumanza il 25 aprile di quest’anno a Carpino. L’evento è organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale e Culturale JACO di Foggia, l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival e il Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata. Si tratterà di un lungo concerto che si svolgerà a partire dal primo pomeriggio fino a tarda sera, in cui si alterneranno gruppi autentici di musica tradizionale con gruppi di riproposta e artisti che a loro modo hanno contaminato le tradizioni musicali del Gargano e di Carpino nonché le canzoni di Matteo Salvatore, cosi come piacevano ad Antonio. Il concerto sarà intervallato da testimonianze audio/video su Antonio e diviso in due blocchi per dare la possibilità di partecipare al maggior numero di persone: uno il pomeriggio, dalle ore 16:00 alle 19:00, e l’altro la sera, dalle ore 20:00 alle 22:30. L’idea è nata da una forte sinergia tra le associazioni e dalla volontà comune di rendere omaggio ad un giovane 24enne che ha dato la vita per la sua terra. Grazie all’Associazione Carpino Folk Festival, dopo aver sentito Giacomo, il papà di Antonio che si è mostrato subito felice di questa iniziativa, le associazioni hanno attivato immediatamente l’organizzazione ricevendo adesioni da tutti i musicisti interpellati, cosi come l’adesione del Commissario della Provincia di Foggia a concedere, in via del tutto eccezionale, l’autorizzazione all’uso gratuito del Teatro del Fuoco. Di seguito gli artisti che si esibiranno, suddivisi per momento pomeridiano e momento serale: Spettacolo pomeridiano: – Spedino Moffa – Cantori di Carpino – Nicola Briuolo (allievo del M.stro Matteo Salvatore) – Nicola Scagliozzi – Pio Gravina – Tarantula Garganica – Cantori di Monte Sant’Angelo – Salvatore Villani – Antonio Pizzarelli – Antonio Manzo – Angelo Pantaleo – Traditional Sound Sistem – Tarantelle del Gargano Spettacolo serale: – OGM Organici Gezzisticamente Modificabili (Gina Palmieri, Luana Croella, Tiziano Paragone, Luciano Pannese, Massimo Cianciaruso, Pucci Chiappinelli, Daniele Prencipe) – Unza Unza Band (Pierluigi Vannella, Guido Paolo Longo, Giancarlo Leggieri, Mario Canfora) – Klez Note (Elena De Bellis, Gianluigi Valente, Ermanno Ciccone, Francesca Scarano, Michele Rampino, Marco Destino) – Fool Monkee (Maurizio Ferrandina, Antonio Morea, Ivan Renzullo, Rocco Contillo) – No Limits (Valeria Locurcio, Pucci Chiappinelli, Lello Dragone, Carmine Masciello) – Ciro Iannacone – Gaetano Palmieri In Teatro saranno, inoltre, presenti i gruppi di danze popolari dell’Associazione ETHNOS, di Lucera e dell’Associazione AGORART di Biccari, che ringraziamo per la loro disponibilità. Si ringrazia la Biblioteca Magna di Capitanata per il Patrocinio gratuito concesso, la Provincia di Foggia per la concessione in uso del Teatro del Fuoco, il Comune di Carpino, per il supporto logistico, Mottola Solutions per il service audio-luci, ARTSOLUTE CREATIVE HUG di Foggia per il servizio fotografico, la Libreria UBIK di Foggia, che devolverà il 50% degli utili di sabato 27 settembre 2014 alla raccolta per la famiglia Facenna, e tutta la gente che interverrà. Per l’ingresso sono state previste donazioni spontanee, che verranno raccolte dall’organizzazione. Tuttavia, dato il numero dei posti a sedere totali, si è deciso di procedere per prenotazioni. Per lo spettacolo pomeridiano occorre prenotare chiamando: Mario Pasquale Di Viesti – 348.8102899. Per lo spettacolo serale occorre prenotare chiamando: Alfonsina Spirito – 329.8484102. Si farà in modo sobrio, “una festa per Antonio”, come dice suo padre. Per maggiori informazioni e aggiornamenti fare riferimento alle seguenti pagine facebook: https://www.facebook.com/CarpinoFolkFestivalUfficiale festa-transumanza-carpino-4

FOGGIA CHIAMA BARI: I TRATTURI PER UN NUOVO SVILUPPO RURALE

“I tratturi, corridoio della memoria per un nuovo sviluppo rurale”. Questo è il titolo di un documento di proposte lanciato dalla Provincia di Foggia, dal GAL Meridaunia (che ne ha curato l’elaborazione nella parte specifica riguardante il PSR), e dai cinque Comunidel foggiano interessati dal tratturo regio Pescasseroli-Candela (Anzano, Monteleone, Sant’Agata di Puglia, Rocchetta Sant’Antonio e Candela), nonché sottoscritto dalle associazioni di categoria del mondo dell’agricoltura, ed indirizzato all’assessore regionale all’agricoltura Nardoni, all’ufficio regionale di programmazione del PSR e, per conoscenza, all’assessore al paesaggio Barbanente.

 

La base di questo documento è il Piano Operativo Integrato (POI) redatto dalla Provincia di Foggia, individuato tra i progetti sperimentali del PPTR, che amplia il concetto stesso di tratturo ad un ambito multifunzionale nel quale la dimensione storica è affiancata dalle peculiarità naturalistiche che lo qualificano, tra l’altro, come ‘corridoio ecologico’.

Gli scriventi chiedono che possano essere recepite nella programmazione del nuovo PSR della Regione Puglia le seguenti indicazioni utili al ripristino, alla manutenzione e alla valorizzazione delle aree tratturali (a titolo esemplificativo sono state utilizzate le misure dell’attuale PSR):

• per le misure 213 e 214, estensione delle aree ammissibili a finanziamento alle aree tratturali, sia nelle aree “di pertinenza” che nelle aree “annesse”;
maggiore rimuneratività del premio per le aree impegnate a pascolo per le misure 211, 212 e 214, approssimandolo a quello delle omologhe misure attivate dai PSR della Campania e del Molise;
• introduzione, nell’ambito della misura 216, di una azione che preveda la realizzazione di fasce tampone, filari, siepi e muretti a secco lungo le fasce tratturali, in considerazione della loro riconosciuta funzione di corridoi ecologici terrestri (o “infrastrutture verdi”);
• introduzione, nell’ambito della misura 221, di una azione specifica volta al ripristino di mezzane con impianto di specie arboree specifiche, lì dove si rileva la persistenza di toponimi o di lembi residuali di vegetazione connessa all’uso storico delle locazioni;
• introduzione, nell’ambito della misura 311, tra i vari criteri di primalità per interventi di diversificazione in attività non agricole, quello della sussistenza dell’azienda agricola nei pressi del Tratturo.

Attraverso un’azione sinergica con il territorio sarebbe inoltre possibile:
• adottare una segnaletica leggera a fini della fruizione turistica del Tratturo, attraverso gli itinerari naturalistici (misura 313),
• valorizzare il tratturo con attività immateriali (comunicazione, misura 421, ecc).

La Regione Puglia è attualmente agli sgoccioli nel redigere  il nuovo piano regionale del PSR.

Con questo documento, la Provincia di Foggia chiama Bari per ricordare che, sebbene i tratturi interessino principalmente la parte settentrionale della nostra regione (il 33% dei tratturi nazionali sono in Capitanata; da menzionare, però, anche la valle d’Itria), essi sono un patrimonio di tutta la Puglia, da  valorizzare, e tutelare, maggiormente con innovative misure ad hoc. Come fanno già da tempo del resto Molise, Abruzzo e Campania, dove già la vecchia programmazione includeva incentivi mirati per questa peculiare forma di paesaggio rurale e simbolo della Puglia nel mondo al pari dell’olivo e deli trulli. Non c’è nulla di più tipico di queste lunghe vie erbose! Speriamo che la Regione Puglia possa accogliere l’invito.

IL PROGETTO “TRATTURI CICLABILI”

Il progetto “Tratturi ciclabili”, presentato dal WWF Bari per il bando PugliApedali 213, che è valso all’associazione una dotazione finanziaria pari a tre mila euro finalizzata alla realizzazione di uno strumento che consentirà di raggiungere un duplice e ambizioso obiettivo: promuovere una conoscenza capillare e costante del territorio nonché scoraggiare gli abbandoni sistematici delle periferie.

Qui interviene l’impiego della bici: un mezzo ecologico, da potersi utilizzare in sicurezza non solo in presenza di piste ciclabili ma anche laddove vi siano territori da scoprire, patrimonio di un bagaglio storico e culturale collettivo. Proprio come nel caso dei tratturi, le antiche vie della transumanza, canale unico di trasmissione della cultura agro-pastorale all’interno del bacino del Mediterraneo.

Il progetto sperimentale messo a punto dal WWF Bari prevede la valorizzazione di questi tracciati ed una loro più agevole fruizione, in un percorso che mira a collegare i tre castelli più vicini tra loro nella provincia di Bari e ricadenti all’interno dei comuni di Loseto, Bitritto e Sannicandro di Bari. Il progetto nasce anche per segnalare la presenza di rifiuti sui tratturi.

RIVEDERE IL TESTO UNICO SUI TRATTURI

APPELLO AL PRESIDENTE VENDOLA

19 gennaio 2013

Mercoledì 23 gennaio andrà in Aula del Consiglio Regionale per l’approvazione, un testo di Legge che tende a parificare i suoli dei Tratturi – portatori di una secolare storia economica, giuridica e sociale – con i terreni ex 0.N.C., divenuti un insostenibile peso senza futuro.

La rete dei Tratturi rappresenta una risorsa del territorio, oltre che un patrimonio del paesaggio, dal quale non si può e non si deve prescindere per guardare al futuro in un’ottica di sviluppo sostenibile, compatibile con le tradizioni, gli orizzonti e le eccellenze produttive pugliesi.

L’attuale normativa non è antichissima, fa capo alla Legge 29/2003: dopo secoli di abbandono e di indifferenza, soltanto da dieci anni si è tornati a parlare di valorizzazione e di fruizione turistico ambientale, prevedendo in capo ai Comuni la responsabilità di redigere un “Piano Comunale dei Tratturi” per determinare la destinazione d’uso di tratturi, tratturelli, bracci e riposi. Una potestà legislativa che il nuovo DDL scardina in favore di un “Quadro di Assetto Regionale”, con cui la Regione intende sostituirsi ai Comuni nella definizione delle destinazioni d’uso delle aree tratturali. Un inquietante e definitivo esproprio di compiti e funzioni contro ogni logica di buona pratica urbanistica, avverso ogni buon principio di sussidiarietà, giustificato probabilmente da uno sguardo proiettato alle possibili entrate immediate che deriveranno dalle alienazioni, decise a Bari e trattenute a Bari, senza alcuna prospettiva per le comunità locali.

Le sottoscritte Associazioni evidenziano un pericolo per il paesaggio pugliese, per la sua identità e per la valorizzazione e fruizione turistica delle già fragili aree interne e rurali, appellandosi affinché possa essere ritirato, rivisto, emendato sulla base delle osservazioni negative già pervenute dall’ANCI Puglia e – magari – concertato con i Comuni.

 Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Foggia

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L’appello non è stato ascoltato. Il risultato è una legge (LEGGE REGIONALE 5 febbraio 2013, n. 4, “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti”) che, di fatto, assimila i tratturi al demanio, rendendoli alienabili.