RIVEDERE IL TESTO UNICO SUI TRATTURI

APPELLO AL PRESIDENTE VENDOLA

19 gennaio 2013

Mercoledì 23 gennaio andrà in Aula del Consiglio Regionale per l’approvazione, un testo di Legge che tende a parificare i suoli dei Tratturi – portatori di una secolare storia economica, giuridica e sociale – con i terreni ex 0.N.C., divenuti un insostenibile peso senza futuro.

La rete dei Tratturi rappresenta una risorsa del territorio, oltre che un patrimonio del paesaggio, dal quale non si può e non si deve prescindere per guardare al futuro in un’ottica di sviluppo sostenibile, compatibile con le tradizioni, gli orizzonti e le eccellenze produttive pugliesi.

L’attuale normativa non è antichissima, fa capo alla Legge 29/2003: dopo secoli di abbandono e di indifferenza, soltanto da dieci anni si è tornati a parlare di valorizzazione e di fruizione turistico ambientale, prevedendo in capo ai Comuni la responsabilità di redigere un “Piano Comunale dei Tratturi” per determinare la destinazione d’uso di tratturi, tratturelli, bracci e riposi. Una potestà legislativa che il nuovo DDL scardina in favore di un “Quadro di Assetto Regionale”, con cui la Regione intende sostituirsi ai Comuni nella definizione delle destinazioni d’uso delle aree tratturali. Un inquietante e definitivo esproprio di compiti e funzioni contro ogni logica di buona pratica urbanistica, avverso ogni buon principio di sussidiarietà, giustificato probabilmente da uno sguardo proiettato alle possibili entrate immediate che deriveranno dalle alienazioni, decise a Bari e trattenute a Bari, senza alcuna prospettiva per le comunità locali.

Le sottoscritte Associazioni evidenziano un pericolo per il paesaggio pugliese, per la sua identità e per la valorizzazione e fruizione turistica delle già fragili aree interne e rurali, appellandosi affinché possa essere ritirato, rivisto, emendato sulla base delle osservazioni negative già pervenute dall’ANCI Puglia e – magari – concertato con i Comuni.

 Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Foggia

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L’appello non è stato ascoltato. Il risultato è una legge (LEGGE REGIONALE 5 febbraio 2013, n. 4, “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti”) che, di fatto, assimila i tratturi al demanio, rendendoli alienabili.

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